XII Circolo Didattico "G. Leopardi"

Via Selicato, 1 (FOGGIA)

Anche quest’anno il nostro istituto ha organizzato

         IL MERCATINO DELLA SOLIDARIETÀ

per raccogliere fondi da destinare a esperienze di adozioni a distanza che la nostra scuola, già da vari anni, sostiene con gesti di amore e generosità.

12 aprile, 2019

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            La Shoah,  il giorno della memoria.

                   SHOAH 2019

La considerazione etico – storica dell’Esistenza umana

Nel novecento europeo la storia dell’umanità ha riscontrato numerose anomalie e profonde contraddizioni; da un lato è stato il secolo delle speranze tecnologiche, dall’altro la culla di utopie ideologiche, perciò si è potuto riscontrare una marginalizzazione del soggetto umano, che ha conosciuto i vari lagher, gulag e le moltissime Auschiwitz. Che «il Gulag fu prima di Auschwitz» è vero; ma non si può dimenticare che gli scopi dei due inferni non erano gli stessi. Il primo era un massacro fra uguali; non si basava su un primato razziale, non divideva l’umanità in superuomini e sottouomini, il secondo si fondava su un’ideologia impregnata di razzismo.
L’Olocausto e la sua memoria ci devono servire di monito, perché mai più l’essere umano possa scadere a tali livelli di bestialità. Nei campi di concentramento non sono morti solo ebrei, non ha sofferto solo un popolo, ha sofferto anche quella parte d’umanità che, al di fuori di una logica impazzita e di un delirio collettivo, ha assistito, inerme e silenziosa, al brutale massacro.
Tra tanti testimoni emerge la figura di Edith Stein, una professoressa molto speciale, che i nazisti avevano espulso dall’università perché donna e soprattutto ebrea, quindi, non idonea all’insegnamento. La sua morte ad Auschwitz è la prova più evidente della complessità culturale dell’Olocausto. Ella offre all’intera umanità una ricchezza culturale e morale. Le sue ricerche filosofiche e pedagogiche, infatti, sono rivolte alla conoscenza dei grandi interrogativi che accomunano gli esseri umani di fronte al dolore, al male, alla guerra e suggeriscono nuove possibilità di convivenza civile e pacifica.
L’insegnamento morale che i testimoni della Shoah ci donano, anche oggi nel 2019, è che ciascuno di noi è per l’altro una presenza viva e la ricchezza interiore di cui è “portatore sano” deve favorire la comprensione reciproca e il bisogno di sentirsi parte attiva dell’umanità. Sviluppando tale idea si giunge al valore sociologico che indica gli ideali a cui gli esseri umani aspirano, quindi un dover essere che va al di là dell’essere, una tensione verso un agire comune ritenuto ideale e desiderabile, ma che non è, o non è ancora, realizzato.
In conclusione, possiamo evidenziare che la verità dei nazisti, cioè l’annientamento dell’Altro in ragione della propria supremazia, è stata sconfitta dalla sua stessa natura degenerata, perché qualora un uomo considerasse gli altri esseri umani come oggetti, cesserebbe egli stesso di esistere come un essere umano.

Alfredo Nazareno d’Ecclesia

P.S. Invitiamo gli amici della nostra comunità scolastica a visionare il seguente link in inglese: http://www.yad-vashem.org.il/ Sito dell’omonimo museo di Gerusalemme dedicato alle vittime della Shoah (le parole ebraiche Yad Vashem significano “Segno” e “Nome”). Le pagine web ospitano un’enorme quantità di risorse, come, per esempio una dettagliatissima cronologia dell’Olocausto nell’area About the Holocaust.

 

 

 

15 gennaio, 2019

Pubblicato in: Eventi